venerdì 1 maggio 2015

ll Maggio degli Ebook: giorno UNO




Oggi vi presento un'iniziativa in cui sono coinvolta personalmente come autrice e che mi entusiasma parecchio; come emergente sono più che mai consapevole che farsi conoscere è spesso un problema spinoso ed è per questo che credo occorra sfruttare il più possibile la comunicazione e la condivisione.
Nativi Digitali, con lo scopo di dare voce agli autori e agli editori emergenti, ha ideato e organizzato IL MAGGIO DEGLI EBOOK, un vero e proprio Blog Tour in cui sono stati chiamati a partecipare scrittori, editori e voi, lettori.
La cultura deve essere condivisa, liberata, promossa, diffusa ed è proprio questo che si fa a Maggio grazie a questa iniziativa.
Una riflessione sugli ebook, da un'amante della carta stampata: un libro rimane sempre un libro!!
Grazie anche al successo della campagna sulla riduzione Iva degli ebook, il digitale offre opportunità prima impensabili per noi scrittori e editori e per voi lettori.
Perciò: sì all'ebook!!
I 52 blogger accreditati ospiteranno, secondo un calendario ben definito, un paio di autori emergenti a testa e relativi ebook (130 per l'esattezza), creando un vero e proprio tam tam tecnologico.
Io ospiterò l'autrice Chiara Montanari e un'antologia di racconti il giorno 20 maggio.
Dietro lo Steccato sarà a sua volta ospitato da Assunta nel suo blog https://negliocchienelcuore.wordpress.com il giorno 23 maggio.
(a proposito, questa data è stata casuale ma per me è LA data, quella che non puoi mai più scordare: devo aggiungere altro? Dietro lo Steccato è nato sotto una buona stella).
Buon primo maggio a tutti e buon maggio degli ebook!

mercoledì 15 aprile 2015

Dietro lo Steccato diventa "grande"

Solo chi è autore di un piccolo miracolo mi può capire.
Può immaginare perfettamente i dubbi, gli entusiasmi, le paranoie, le ansie che stanno al di là di una creatura fatta di carta e parole ma che nasconde un'anima vera.
Dietro lo Steccato, dopo la sua prima gloriosa ristampa, varca le frontiere del mondo digitale, si trasforma in ebook per tutti i supporti (che abbiate kobo, kindle, e-reader non importa) e può raggiungervi ovunque voi siate!
Da amante quale sono della carta stampata, agli inizi non ci avevo nemmeno pensato.
Vedere il mio libro in "carta e inchiostro" non aveva prezzo ma ora, con il mio vissuto di viaggiatrice, ho capito che non è tecnicamente possibile portarsi un'intera biblioteca nella valigia dal momento che esistono strumenti meravigliosi come i supporti digitali.
Da oggi potete trovare Dietro lo Steccato qui:



oppure qui

oppure qui

ma anche qui

e qui

e ancora qui

infine qui

Nei prossimi giorni la lista si allungherà e sarà presente anche su Amazon Kindle, Feltrinelli, Google Play e Apple Store.

Ma vi garantisco che ovunque decidiate di acquistarlo, sarà sempre lui!


Grazie a tutti!!!

sabato 4 aprile 2015

Cronaca di una "semana santa"

Siamo alla fine della "semana santa" qui in Bassa California, una settimana di festeggiamenti e allegria, intrisa di riti antichi, contaminazioni tra il sacro e il profano, ma soprattutto sentita e vissuta come la madre di tutte le feste.
Non avevamo visto nulla di simile durante il Natale né tantomeno durante il Carnevale, e pensiamo che Pasqua rappresenti, al di là del suo valore religioso, l'ingresso all'estate e quindi alla gioia.
Le città si svuotano, interi quartieri si mobilitano caricando sulle auto cibo e masserizie per dirigersi verso le spiagge della baia che in poche ore si trasformano da luoghi ameni e silenziosi in autentici accampamenti di messicani in festa.
Si conta che nella sola giornata di sabato l'afflusso alla spiaggia del Tecolote sia stato di 15mila presenze, un 30% in meno rispetto alla semana santa dell'anno passato, ma vi garantisco che la differenza, almeno visivamente, non l'ha notata nessuno.
La spiaggia viene sfruttata in modo ordinato benchè affollato: in prima fila, proprio sul mare, tavolini, ombrelloni, bar e ristoranti improvvisati, cucce per cani e box per bambini, gommoni, tappeti elastici e lettini.
Nelle immediate retrovie una distesa a perdita d'occhio di macchine tra le quali, protette da teli e tendoni, trovano rifugio veri e propri materassi, materassini da campeggio, comode poltroncine per la siesta, per passare poi alle vere e proprie tende di ogni colore e dimensione.
Nell'ultimo tratto della baia sostano i camper, dal bedford molto hippy e molto spartano, a vere e proprie case con le ruote che si trasformano in villette con porticato dotate di ogni velleità, quad, moto, biciclette, gommoni e l'immancabile cuccia per il cane.
Qualcuno si è portato il pollaio, uova fresche per tutti ogni mattina e l'immancabile gallo che si sente a distanza cantare al sorgere del sole.
E delle infrastrutture ne vogliamo parlare?
La Playa del Tecolote è nota per essere totalmente esclusa da ogni comunicazione telefonica e  internet, ma per l'occasione è stato installato un imponente traliccio che addirittura porta il 3g.
I bagni, presenti nei pochi ristoranti stabili della spiaggia, sono stati implementati con file di bagni chimici e infine la sicurezza: una stazione mobile della polizia sosta 24 ore su 24 e pattuglia la spiaggia continuamente mentre una lancia militare è ancorata di fronte alla baia.
E per sicurezza non si intende solo quella relativa alla protezione contro i malintenzionati bensì si parla di aiuto pratico: auto insabbiate, gomme forate da cambiare, problemi al motore.
Ad allietare le lunghe giornate sotto al sole entrano in scena le bande musicali, un vero e proprio spaccato del folklore messicano.
Ci sono le bande del Sinaloa con il loro schieramento di strumenti metallici (come li definiscono loro) e quindi tromboni, clarinetti, trombe, bassotuba e le immancabili belle e veraci ragazze che ballano e cantano.
Le bande del Nord sono caratterizzate dagli strumenti mancanti alle bande del Sinaloa: chitarre, bassi, tamburi.
Poi ci sono i cosiddetti moderni, rispettabili band che ti suonano e cantano tutti i Pink Floyd sulla sabbia in maniera davvero egregia.
Ogni famiglia che si rispetti ha una dotazione irrinunciabile composta da barbecue, frigo portatile gigante pieno di birre, frutta e verdura e tante alette di pollo da buttare sulla griglia o in un paiuolo a friggere in ogni momento della giornata.
Il clima è decisamente familiare, privo di ogni ostilità nonostante il carattere latino e la birra che scorre a fiumi unitamente alla tequila.
Il popolo messicano non si prodiga in false smancerie ma è pronto a condividere con te, bianco e turista, tutta la festa con sincero divertimento.
I turisti sono effettivamente la minoranza, si intravvedono qua e là mescolati nella folla importante che si trasforma in un unico corpo che balla e canta e mangia e beve, aspettando la notte.
La musica va avanti fino a mezzanotte, poi tutto si spegne, eccetto i lampeggianti delle pattuglie che vigilano attenti sulla spiaggia.
Raggiungere la città nelle ore che precedono il tramonto è un'autentica prova di coraggio e pazienza, i posti di blocco disseminati lungo la strada che costeggia il Mar di Cortez rallentano la coda di auto che rientrano a casa ma sono molti coloro che trascorrono questi giorni sulla spiaggia.
Il grande massivo rientro è previsto per la domenica sera, momento sconsigliato per mettersi in strada ma c'è da giurarci, nella lunga sosta lungo il nastro di asfalto, qualcuno riuscirà a fare festa ugualmente, magari improvvisando un barbecue delle cose rimaste offrendole ai vicini di auto.
Dalla settimana prossima le spiagge torneranno regno indiscusso di gabbiani e pellicani che comunque, in questi folli giorni, avranno fatto incetta di resti di cibo.
E in questo clima di genuina "fiesta", auguro a tutti una Buona Pasqua!



banda del Sinaloa


Lancia militare veglia su di noi!



il volume era un po' alto ma forse perchè era a 10 cm dal mio orecchio!







domenica 22 marzo 2015

Birra e dintorni

Non sono propriamente una "birrofila", la birra mi piace ma quello che mi esalta in campo alcoolico è ben altro e intanto che ci siamo vi devo dire che aborro i cocktail.
Insomma, quando bevo mi piacciono i gusti decisi e puliti, le mescolanze le lascio agli altri.
Sul fronte birra, visto che qui il caldo si sente e secca la gola, una chiara leggera con scorza di lime mi mette di buon umore, almeno fino a ieri.
Seduti di fronte al lungo mare con il nostro amico paleontologo ci siamo abbandonati ad un pranzo leggero da sabato soleggiato, giusto un piatto di ceviche (immaginate una tartare di pesce fresco pomodoro cipolla sedano e limone) e qualche tacos.
E lui cosa ordina da bere? Un clamato con cerveza, scatenando immediatamente la nostra curiosità, perchè che avesse ordinato una birra non ci era sfuggito ma l'abbinamento a questo clamato ci ha spiazzato.
La descrizione ci ha lasciato alquanto perplessi, sinceramente abbinare una birra a un sugo (sì un sugo) di pomodoro fresco, tamarindo, tabasco, sale, pepe e....sugo di vongole e molluschi, traete le vostre conclusioni, a me ha fatto per un attimo girare lo stomaco.
Al solo immaginare di sorseggiare un intruglio di quella portata, ho immediatamente pensato alle pozioni di Harry Potter, alle caramelle ai mille più uno gusti e amenità del genere.
Posto che l'occhio vuole la sua parte, quando è arrivato il suo bicchiere, dimenticandomi per un momento il contenuto, ho valutato che effettivamente aveva il suo fascino.
Il bordo spolverato di sale, il rosso del liquido cui stava affogata una cannuccia ricoperta di una pasta collosa di rosso più intenso e infine la faccia soddisfatta del nostro amico, mi hanno convinto alla prova estrema: assaggiarlo.
Vi dirò, è bastato proprio un minimo sorso per decretarne l'assoluta perfezione.
Non saprei come descrivervi il solletico delle mie papille gustative e la brama insieme di volerne ancora, e ancora un goccio e fatemelo sentire bene ancora perchè non sono sicura.
"Ma hai provato a mangiare un po' della pasta attorno alla cannuccia?"
Santi numi, si mangia???
Sì, si mangia e lo si fa pure volentieri.
Il sapore della birra viene completamente stravolto e sostituito da un soave aroma dissetante in cui il tabasco e il sugo di vongole e molluschi prendono il sopravvento, ma non pensate di sentire un saporaccio di pesce fresco in bocca come foste pellicani.
E'....soave, delicato, aromatico, equilibrato, fresco, appetitoso e soprattutto non stordisce.
Una versione più soft e ugualmente piacevole è la mezclada, dove tutto l'intruglio è sostituito dal succo di lime e limone con l'immancabile spolverata di sale sul bordo del bicchiere, ma decisamente inferiore al clamato de cerveza.
Non che il luogo sia da meno, intendiamoci, ma sorseggiarlo di fronte ad un mare che è uno specchio di azzurro e di blu, con il vento che scompiglia i capelli, il sole che profuma la pelle e in ottima compagnia ti fa desiderare di ripetere tutto dall'inizio.
Ok, ora odiatemi:).



giovedì 5 marzo 2015

Febbraio

I mesi con 28 giorni ingannano, ti lasciano con il fiato corto e un po' storditi a ricominciare a contare da 1 così presto. Insomma, non vale e non vale nemmeno quando di giorni ne hanno 29 perchè è come comprare qualcosa che costa 9,99 euro.
Poi, se vogliamo dirla tutta, febbraio è sempre un po' compresso, con questa scusa che ha meno giorni degli altri mesi si farcisce a dismisura.
Per dire, noi abbiamo affrontato un Carnevale durato 10 giorni, un Festival dell'Arte, una visita all'Oceano Pacifico dove le foche ti saltano sulla barca (se ce l'hai), diversi avvistamenti di Samantha Cristoforetti, l'incontro con un libro magico, il salvataggio di un colibrì  e indimenticabili aperitivi sulla spiaggia alla sola luce della luna e delle stelle.
Sì odiatemi, lo so.
Partendo dall'argomento Carnevale, evento tanto atteso da tutta la cittadinanza, devo premettere che io non lo amo molto, anzi direi che non lo amo affatto.
Fino a che sono stata una bambina ricordo le stelle filanti e i coriandoli come qualcosa che si infila nel tuo costume da damina dell'ottocento e ti fa grattare senza sosta; da adolescente essere rincorsi da lupi mannari e pirati che desiderano inondarti di schiuma da barba o fiale puzzolenti non ha di certo migliorato la situazione. Da adulta infine ho accuratamente evitato ogni minimo contatto con feste mascherate, feste a tema, rincorse all'utimo minuto per trovare un costume originale e partecipazioni a sfilate di carri nel gelo dell'inverno padano.
Tutto negativo eccetto per i krapfen alla marmellata brusca di prugne che circolavano in casa e per le chiacchiere che dovevi mangiare senza respirare per non intasarti il naso di zucchero a velo.
La riluttanza con cui siamo scesi al paesiello tutto addobbato per l'occasione è quindi comprensibile.
Qui fanno le cose in grande, mobilitano strade, improvvisano parcheggi custoditi, dispiegano ben 221 uomini armati a sorvegliare la sfilata sul lungomare e le strade buie collegate, bloccano il traffico consentendo ai ristoranti di apparecchiare sulla strada.
Così ci siamo trovati seduti al tavolino di un bar con affaccio proprio sul Malecon, il lungomare, a bere una birra, sgranocchiare qualche tacos e guardare i carri passare.
Musica a tutto volume, ballerine di samba, dragoni di cartapesta, pappagalli giganteschi colorati, schermi giganti, band musicali e dall'alto dei carri i lanci tanto attesi dai bambini di dolci e caramelle.
Insomma, un bel bordello.
Confermo la mia indifferenza al Carnevale, bello, colorato, probabilmente divertente con le sue giostre a dipingerlo di una patina nostalgica, adatta ad una cartolina.
Diverso il Festival dell'Arte a Todos Santos, tranquillo, pacato, direi meditativo.
Todos Santos si conferma un posto un po' magico, come sospeso nel nulla e attraversato da una strana atmosfera che profuma di memoria ancestrale. Uno di quei posti che ti immagini scollegati da tutto il resto del mondo, un paesino in miniatura dentro ad una palla di vetro che se la scuoti scende la neve.
Gallerie d'arte aperte, ristorantini con musica e candele, un mercatino dell'artigianato dove comprare dalla sella per il cavallo alla migliore Tequila del Messico.
E' a Todos Santos che ho trovato un libro speciale, divorato in pochi giorni nonostante fosse in inglese: Just Kids di Patti Smith.
Una bibbia, un documento di purezza inaudita circa l'arte e l'amore, una fonte di ispirazione continua.
Un libro che nessun artista dovrebbe farsi mancare.
Diversa atmosfera a Cabos San Lucas, affacciato sull'Oceano Pacifico e meta di molti attori americani.
I bancomat erogano dollari anzichè pesos e questa la dice tutta.
Il porto di Cabos è ordinatamente abitato da imbarcazioni lussuose e da foche curiose che saltano a poppa cercando qualcosa da inghiottire.
Si respira denaro ad ogni angolo, nei negozi di alcune grandi firme, nelle agenzie di vendita yacht e negli hotel immensi popolati da americani e canadesi.
Le farmacie espongono a caratteri cubitali i nomi dei medicinali più introvabili, pronte a venderli senza ricetta e a prezzi esorbitanti.
Qui abbiamo bevuto la migliore Tequila fino ad ora trovata: la 5 Perros.
E l'abbiamo gustata nel bar più piccolo del Messico, giusto due metri per tre di legno tappezzato di dollari americani e biglietti da visita bizzarri.
Il ritorno al Mar di Cortez è stato come abbassare il volume della radio.
Abbiamo ritrovato la scia di Samantha Cristoforetti in certe notti stellate e abbiamo brindato alla luna, in completo silenzio fuorchè il rumore delle onde, e al salvataggio di uno degli esseri più delicati e incredibilmente affascinanti del mondo, il colibrì.
Lo abbiamo trovato come morto fuori dalla porta, esausto o accaldato non si muoveva ma respirava affannato. Un po' di acqua fresca sul capino, un sorso di nettare a base di acqua e zucchero e dopo qualche peripezia ha preso di nuovo il volo facendo roteare quelle minuscole ali.
Torna ogni giorno, infila il lungo becco nei fiori di aloe ronzando come un elicottero, compie un rapido giro intorno alla mia testa e se ne va.
Tenerlo in mano è stata una delle esperienze più incredibili che abbiamo avuto con gli animali.

Quando Patti Smith era solo un'anima lunga e nera per le strade di New York e Robert Mapplethorpe un viso d'angelo con i capelli a boccoli, una signora avvicinandoli disse al marito: ehi, guarda, devono essere due artisti!.
Il marito tirando dritto le rispose: no, sono solo ragazzi (Just Kids).





l'interno del bar più piccolo del mondo















lunedì 16 febbraio 2015

Piove sui cactus e sugli amanti

Ci si immagina il Messico come terra dove il sole non lascia tregua, i sombreros sono necessari quanto l'acqua e la terra è perennemente secca come la gola davanti ad un esame orale a scuola.
Del resto quando appoggi il piede fuori dall'aereo e vedi cactus ovunque è facile pensarla così.
Ma poi arrivano le nuvole in questi cieli che sembrano i più vasti dell'universo, nuvole che impertinenti scendono fino a toccarle, le punte dei cactus, e si infilano tra le montagne facendole scomparire come in un gioco di magia.
Non spariscono solo le vette, spariscono i condor, i picchi, le aquile e tutte le libellule che fino ad un attimo prima ronzavano beate nell'aria trasparente quanto le loro ali veloci.
E comincia a piovere.
Pioggia fitta, leggera, come se passasse attraverso una garza sottile, silenziosa come un sussurro.
La terra, da arida e polverosa, diventa una malta rossa e implacabile che si attacca alle suole delle scarpe rendendole pesanti e appiccicose e l'aria, da inodore e trasparente, si gonfia di ossigeno e profumo di bosco e resine.
La pioggia, una volta al suolo, ha un suo percorso preciso e inarrestabile, forma fiumi veloci che corrono a valle trascinando sassi e blocchi di terra, colorando di rosso nel loro percorso le strade e i marciapiedi.
Vene e arterie di un corpo che si risveglia e si nutre avido e attento.
E quando tutto è finito, quando la pioggia svanisce insieme alle nuvole e il cielo si riapre, pare di sentire un grande respiro e torna la vita.
Esiste un silenzio più grande dell'attimo prima che tutto sia ripristinato?
Questa terra, plasmata dal vento e dalla pioggia, è pulsante quanto una foresta asiatica.
Però occorrono pazienza e osservazione.
I punti di riferimento nella sierra non sono mai le strade che si percorrono tra cactus e cespugli, non lo sono i letti dei fiumi in secca bordati di rocce e sassi, non lo sono i saguari che svettano con le braccia al cielo, perchè tutto cambia dopo una pioggia ed è facile confondersi.
E' così che si impara a guardare le montagne, che disegnano con le loro bizzarre vette delle linee interrotte nel cielo.
In questa valle due amanti dormono, uno vicino all'altra, guardando il mare all'orizzonte.
Le spalle al sole che sorge, riposano aspettando ogni sera, da millenni, di vedere i tramonti infuocati morire nel Mar di Cortez.
Lui è stato un re deciso ma generoso, lei la sua sposa piccola e fedele.
Hanno regnato quando le balene ancora strisciavano verso il mare, indecise se rimanere terrestri o diventare creature dell'acqua, e i puma si aggiravano con denti a sciabola in cerca di cibo.
Sono morti insieme, quando la terra ha tremato così forte da aprire una profonda crepa che passa sotto al mare e arriva fino all'Isla Spiritu Santo e insieme ora riposano.
Hanno visto tante cose, conoscono molti segreti, un giorno forse troveranno il modo di raccontarmeli.
Per ora, io li amo guardare nella loro inattaccabile serenità.
Ve li presento: